Posizione geografica e paesaggio

La Lomellina è “ubertosa e serena pianura” che si estende tra i fiumi Ticino, Po e Sesia, nella parte nord-est della provincia lombarda di Pavia. Valle Lomellina ne è un comune di questa zona pianeggiante, in cui si coglie il variare del paesaggio, secondo l’alternarsi delle stagioni: gelido d’inverno, verde e caldo d’estate, pieno di colori e di vento in autunno e risplendente, a primavera, del verde tenero delle foglie dei pioppi messi in lunghe file a scandire le estese risaie che come un immenso specchio, sembrano riflettere il cielo.

Nulla del paesaggio lomellino è naturale: questa terra di risorgive è stata per secoli una impraticabile palude, alternata a piccoli rilievi o “dossi”; ma la colonizzazione feudale nel 1200 e le grandi riforme agronomiche introdotte dagli Sforza, hanno fatto della Lomellina  un mosaico di ricchissimi campi di cereali.

Oggi, oltre la pianura, il paesaggio lomellino presenta in alcuni punti “dossi”costellati da boschi e splendide garzaie che richiamano la memoria di antiche paludi, ambienti umidi che occupano i vecchi alvei non più alimentati da fiumi e torrenti, con falda acquifera risorgente dal terreno: qui sorgono suggestivi boschetti di ontano nero, salici, olmi e pioppini questo stupendo “habitat” naturale spicca la presenza di uccelli acquatici bellissimi che arrivano qui in diversi periodi dell’anno: sono gli aironi cinerini, quelli rossi, le garzette, le folaghe, i falchi ecc….

Altre località lomelline possiedono bei parchi naturali, oggi protetti dal WWF che offrono uno stupendo spettacolo alla vista di chi si addentra, offrendo anche un particolare benessere al corpo e allo spirito.


Clima, colture agricole e cascine

Il clima è di tipo continentale, con inverni rigidi ed estati caldo-umide.

  • Temperatura: i valori delle temperature medie locali e di zona raggiungono i valori minimi nel mese di gennaio e i valori massimi nel mese di luglio.
  •  Piogge: il regime pluviometrico è di transizione, con piovosità maggiore nella stagione primaverile e tardo autunnale.
  •  Temporali: non sono molto frequenti; il numero è limitato a 4/5 nel periodo estivo; i danni da grandine sono generalmente contenuti se confrontati con zone limitrofe (novarese).
  •  Neve: la zona è interessata annualmente da nevicate, che si registrano da metà dicembre sino a febbraio, con intensità discontinua negli anni.
  •  Nebbia: i fenomeni nebbiosi sono tipici e frequenti nel periodo invernale; saltuari in autunno e primavera, e generalmente in occasione dei fenomeni di inversione termica.

Per secoli, a Valle, le colture agricole prevalenti erano quelle dell’asciutto, del grano e della segale, con pochi prati e qualche terreno  destinato alla produzione del lino.

Si coltivava la vite per necessità locale e i gelsi per l’allevamento dei bachi da seta.

In seguito l’avvio di bonifiche agrarie ed idrauliche da parte di ordini cistercensi e benedettini nel Medioevo, lo colonizzazione feudale del Duecento e le grandi riforme agronomiche introdotte dagli Sforza portarono alla fine del ’400 alla coltivazione del riso che assunse carattere dominante solo con la costruzione della Roggia di Valle. Essa permise, infine, una sistematica irrigazione dei campi, che subirono un radicale riassetto, mediante livellamento dei terreni, scomparsa di piccoli fondi e di coltivazioni tradizionali predette.

Il periodo compreso tra la metà del XIX° secolo e lo scoppio della seconda guerra mondiale è stato quello di massimo sfruttamento del secolo per la coltura del riso; pur con annate difficili di produzione, dovute a crisi economiche nazionali e mondiali.

Le trasformazioni economiche e sociali del XX° secolo e del dopoguerra hanno imposto, all’immagine del mondo agricolo, una serie di adeguamenti che hanno portato all’abbandono delle campagne, all’introduzione di diversi cicli produttivi e dell’intensa meccanizzazione, come condizione indispensabile di produttività a basso costo e ad alta redditività.

Oggi, al servizio della coltura del riso, esistono a Valle un complesso sistema di rogge e di canali ed una trentina di “cascine a corte chiusa”, tipici insediamenti dell’agricoltura meccanizzata.

Molto sentita è la salvaguardia di queste case rurali come fondamentale valore storico culturale, come ultima possibilità di recuperare una recettività residenziale, legata  a pratica agricola di tipo specializzato (serre, vivai, generi ortofrutticoli o legumi) e come probabile riutilizzo in funzione di attività agrituristiche, di tempo libero o altro. Sarebbe il faticoso  lavoro delle "mondine" in risaie, basato sul trapianto e pulizia del cereale, sia un ricordo, queste donne costituiscono oggi la preziosa memoria storica e culturale dell’epopea della coltivazione risicola a Valle.

La Lomellina è il regno del riso e recentemente la Provincia di Pavia è diventata la prima produttrice del cerale in Italia.